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24 gennaio 2006

Bicarbonato Portoghese

Un tentativo di traduzione dal portoghese. Col solo ausilio di un vocabolarietto da ristorante e di molto entusiasmo ho dato la carica a questa poesia di Àlvaro de Campos, uno dei più celebri eteronimi del sommo Fernando Pessoa (che si firmava anche Ricardo Reis, Alberto Caeiro etc.). Come in un paradosso, il suo senso dell’umorismo mi fa riflettere e mi fa divertire la sua malinconia. La malinconia di un poeta che si è frantumato in altri cento poeti per cantare più liberamente il rimpianto dell’assenza, come fece Borges, come fece Montale, in un inesausto dialogo con se stesso e con la propria parola.

L’assenza sembra stringerci da ogni lato, ma Pessoa, scomponendo se stesso in una folla di identità incomplete, riesce a circondare quel vuoto, a farlo diventare un descrivibile buco e, come tale, addirittura un’apertura attraverso la quale noi lettori siamo liberi di scrutare finalmente l’abisso.

Della mia traduzione non sono soddisfatto, troppe pagnotte devo mangiare prima di star dietro a Pessoa. Per esempio, nel verso finale la parola «sede» in portoghese significa sia «sete» che «luogo dove stare», con un meraviglioso doppio senso fra il bere anche se non si ha sete e il bere perché non si ha un posto stabile. Un umorismo ambiguo soprattutto se si pensa che Pessoa, defunto per cirrosi epatica, doveva avere ben presente questo scambio letale fra l’alcol etilico e un posto nell’universo.

È impossibile non tradire i geni poetici, dal basso delle nostre scarse risorse,  quindi il genio di Pessoa mi perdonerà per aver voluto condividere con voi l’assunzione di una dose di bicarbonato poetico, utile a digerire una scorpacciata di malinconie post-domenicali.

 

Bicarbonato de Soda

 

Súbita, uma angústia... 
     Ah, que angústia, que náusea do estômago à alma! 
     Que amigos que tenho tido! 
     Que vazias de tudo as cidades que tenho percorrido! 
     Que esterco metafísico os meus propósitos todos! 

     Uma angústia,  
     Uma desconsolação da epiderme da alma,  
     Um deixar cair os braços ao solo pôr do esforço... 
     Renego. 
     Renego tudo. 
     Renego mais do que tudo. 
     Renego a gládio e fim todos os Deuses e a negação deles. 
     Mas o que é que me falta, que o sinto faltarme no estômago

e na  circulação do sangue? 
     Que atordoamento vazio me esfalfa no cérebro? 

     Devo tomar qualquer coisa ou suicidar-me? 
    
Não: vou existir.  Arre!  Vou existir.
 
    
E-xis-tir...
 
     E--xis--tir ... 

     Meu Deus!  Que budismo me esfria no sangue! 
    
Renunciar de portas todas abertas,
 
     Perante a paisagem todas as paisagens, 

     Sem esperança, em liberdade, 
     Sem nexo, 
     Acidente da inconseqüência da superfície das coisas, 
     Monótono mas dorminhoco, 
     E que brisas quando as portas e as janelas estão todas abertas! 
     Que verão agradável dos outros! 

     Dêem-me de beber, que não tenho sede!

 

 

(Àlvaro de Campos)

 

 

Bicarbonato di sodio

 

 

Improvvisa un’angoscia…

Ah che angoscia, che nausea di stomaco all’anima!

Che amici che ho avuto!

Che vuoto in tutte le città che ho visitato!

Che sterco metafisico i miei propositi tutti!

 

Una angoscia,

Una desolazione epidermica dell’anima,

un lasciar cader le braccia al suolo per lo sforzo...

Rinnego.

Rinnego tutto.

Rinnego più che tutto.

Rinnego il gladio e financo tutti gli Dei e la loro negazione.

Ma che cos’è che mi manca, che sento mancarmi nello stomaco

e nella circolazione del sangue?

Che stordimento vuoto mi risuona nella testa?

 

Devo prendere qualcosa o suicidarmi?

No: vado a esistere. Avanti! Vado a esistere.

Esi-ste-re...

Esi-ste-re...

 

Mio Dio! Che buddismo che mi gela il sangue!

Rinunciare alle porte spalancate,

Davanti al paesaggio, tutti i paesaggi,

 

Senza speranza, in libertà

Senza legami,

Accidente dell’inconseguenza della superficie delle cose,

Monotoni ma dormicchianti,

E che brezza quando le porte e le finestre sono spalancate!

Com’è piacevole l’estate degli altri!

            Datemi da bere, che non ho sete!






permalink | inviato da il 24/1/2006 alle 6:20 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (12) | Versione per la stampa
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